Per par condicio ... pubblico l'opinione "impiantistica" di Franco Passaro ...
La produzione dei rifiuti in Campania è di oltre 2.800.000 tonnellate all'anno, con una raccolta differenziata molto spinta si può raggiungere il 35%, resta, comunque, da smaltire circa 1.000.000 di tonnellate all'anno. Il termovalorizzatore di Acerra può trattare a massimo 600.000 tonnellate all'anno. Come si vede, senza considerare le ecoballe stoccate in tutta la regione e i rifiuti speciali non pericolosi, che uno paese civile smaltisce nel proprio territorio e non li porta a casa degli altri, il termovalorizzatore di Acerra è insufficiente per il fabbisogno della Regione.
E POI ...
Acerra ha una potenzialità di 600.000, Salerno 300.000, Napoli est 400.000, Caserta 90.000. Totale 1.390.000 tonnellate. Produzione rifiuti 2.800.000, con raccolta differenziata al 65%: 1.800.000 agli impianti di riciclo (compostaggio, selezione, ecc. ecc.) e 1.000.000 o in discarica o ai termovalorizzatori. La potenzialità è superiore al fabbisogno con la raccolta differenziata al 65%. Nel conteggio mancano i rifiuti speciali prodotti nella regione per cui non vi sono al momento impianti. A Giugliano è stata ipotizzata la realizzazione di un altro termovalorizzatore per il trattamento delle ecoballe. Poi, a causa dell'opposizione di De Magistris, ci sono voci che vogliono trasferire l'impianto di Napoli a Caserta o potenziale Giugliano per comprendere anche Napoli Est.
carissimi amici di capua, per ventimila abitanti il calcolo di una gestione dei rifiuti non rifiuti zero...ma semplicemente europea come vuole il vostro sindaco dice che i conti sono questi:
la produzione di rifiuti procapite in campania è (dati ISPRA 2011) 464 kg procapite anno, che per ventimila abitanti fa una produzione di rifiuti annua di circa 9280 tonnellate/anno (NOVEMILA NON NOVANTAMILA!)... raggiunta una differenziata al 70% (circa 6500 tonnellate anno) e un compostaggio del 20% (circa 1800 tonn/anno!) resterebbero da smaltire in discarica o in inceneritore non piu' di 1500 tonnellate l'anno: CIOE' UN SOLO GIORNO NEANCHE INTERO DI LAVORO DEL MAXIINCENERITORE DI ACERRA CHE GIA' ADESSO SERVE LA PROVINCIA DI CASERTA INTERA! GLIELO VOLETE RICORDARE AL VOSTRO SINDACO?
PERCHE' UN GASSIFICATORE DA NOVANTAMILA TONNELLATE PER UNA PRODUZIONE DI RIFITI DI NOVEMILA?....
PERCHE? E PER UN SOLO EURO DI RISTORO A TONNELLATA? QUANDO I CIP6 IN MODO TRUFFALDINO PAGANO 93 EURO A TONNELLATA? CHI CI DEVE GUADAGNARE?
"... un sindaco che confonde i Cip 6 con i controlli che garantiscono la sicurezza dell'impianto è un pericolo pubblico ..."
ESTRATTO dall'incontro di ieri sera ... a cura di Capuaonline ...
moderatore: "DAVVERO QUESTO IMPIANTO ... DI 36.000mq ... COME LEI HA PIU VOLTE RIBADITO ... INQUINA MENO DI UN TIR CHE PASSA PER STRADA?"
ANTROPOLI: "CERTO ... sono impianti CIP6 ..."
MARFELLA: "CIP6 è un fatto economico ... vuole dire che è incentivato a SOLDI !!! ... la classificazione tecnica è che sono "IMPIANTI INSALUBRI DI CLASSE PRIMA" ...
La truffa dei CIP 6 è ormai ben nota a tutti, anche se periodicamente, sia gli italiani che le istituzioni europee sembrano dimenticarsene. In breve tutto comincia nel 1992 con la delibera n. 6 del Comitato Interministeriale Prezzi che stabilisce un incentivo per la produzione di energia provenienti da fonti rinnovabili. I fondi per tale operazioni provengono da un aumento del 7% delle bollette energetiche di tutti gli italiani che, da circa 20 anni, finanziano in questa maniera la promozione delle energie rinnovabili. O almeno pensano. Perché la delibera CIP6 fa riferimento ad una legge preparata ad hoc per fregare gli italiani a favore di industriali e affaristi che si spacciano per grandi imprenditori ma che costruiscono i loro profitti distraendo in maniera inopportuna risorse pubbliche.
Con l’espressione “rinnovabili e assimilate”, infatti, sono state finanziate per decenni forme di energia che nulla hanno a che fare con la definizione di rinnovabili fornita dalla Direttiva 2001/77/CE. Un caso su tutti, gli inceneritori, costruiti in Italia non perché, come vogliono farci credere, sono la soluzione al problema dei rifiuti ma per il semplice fatto che costruirli e gestirli rappresenta un grosso affare per pochi, pagato dai contribuenti.
Nel 2004 la Commissione Europea apre a tal proposito ben due procedure di infrazione contro l’Italia, giudicando inammissibile il finanziamento pubblico per l’incenerimento come fonte di energia rinnovabile.
L’Italia, messa all’angolo, rimedia con una serie di iniziative legislative con le quali formalmente, riesce a chiudere le procedure della Commissione. In sostanza, però, tra proroghe e deroghe ancora oggi decine di impianti di incenerimento usufruiscono degli incentivi CIP 6. Emblematico è il caso del celeberrimo decreto col quale il Governo italiano ha provato a risolvere la crisi dei rifiuti in Campania nel 2008. L’art. 9 della Legge 210/2008 prevede infatti gli incentivi per gli inceneritori che sono entrati in esercizio entro il dicembre 2009 e pone una deroga completa (e assolutamente incompatibile con la legislazione UE) per tutti gli impianti di incenerimento relativi a situazioni di emergenza quale quella campana.
"Se come da legge facessimo i siti di compostaggio e salissimo al 50% di raccolta differenziata non ci sarebbe bisogno di alcun altro impianto oltre Acerra …"
"Con la nostra tossicità facciamo stare bene la Lombardia …"
"La Lombardia , quindi, grazie alla nostra ignoranza e incapacità gestionale , guadagna per ben tre volte sui cittadini campani: gestendo (non costruendo) maxi impianti pesantemente inquinanti e sovradimensionati in quanto incentivati in modo truffaldino (CIP6), inviando in modo ordinariamente occulto a smaltire l’eccesso di rifiuti industriali e tossici che invece, in modo trasparente e pubblico, gestisce in loco per le quote meno pericolose, e infine curando presso i propri nosocomi a nostre spese i conseguenti malati di cancro campani."
A2a ha il 59 % delle quote azionarie di proprietà , e quindi degli incassi, direttamente dei Comuni di Milano (27.5%), Brescia (27.5%) , Bergamo (2%), e Varese (2%), ma nessun ristoro ne’ alcuna quota azionaria risulta di proprietà o attribuita ad alcun comune della Campania.
DUE BREVI FILMATI ... per capire la differenza ... di STILE e di DEMOCRAZIA APPLICATA ... !!!
Enzo Cenname ... 80% ... Sindaco "virtuoso" da Camigliano (comune virtuoso della provincia di caserta) ... "... anch'io sono stato eletto con l'80% dei voti ... MA QUESTO NON MI ESIME E NON MI DA IL DIRITTO ... di poter decidere..."
Carmine Antropoli ... 80% ... Sindaco "lungimirante ed europeo" di Capua (città d'arte e di studi) ...
"... io non vedo per quale motivo IO CHE HO UNA MAGGIORANZA E UNA CITTA' CHE ACCETTA ... perchè questo FACEVA PARTE DEL NOSTRO PROGRAMMA ... non vedo perchè io non dovrei ACCETTARE UN IMPIANTO ... "
NOTA BENE:
quando in campagna elettorale Italia dei Valori scoprì che nel programma del Sindaco candidato a succedere a se stesso C'ERA LA PAROLA "GASSIFICATORE" ... la reazione di Mister 80% fu rabbiosa ... negò tutto ... additando noi che volevamo conquistare consensi a basso costo !!!